Proseguiamo l’analisi delle indicazioni relative alla sicurezza online ottenute dallo studio SSL Pulse soffermandoci, con questo post, sul valore delle encryption keys presenti tra i certificati dei quasi 200.000 siti web analizzati.
Dopo molte indicazioni preoccupanti finalmente qualcosa di positivo: la chiave di criptazione più diffusa, con un importante 81,3%, risulta essere quella a 2048 bit, universalmente considerata quella più sicura tra le Autorità di Certificazione sul web.
Con il termine chiave di criptazione si intende il meccanismo tecnico-informatico in grado di schermare i dati (informazioni personali, dettagli di pagamento, ecc.) trasmessi durante una sessione Internet tra un client ed un server.
Controllare questa tipologia di valore è quanto mai importante in quanto definisce in maniera inequivocabile quanto l’interazione con una pagina web è più o meno sicura. Al giorno d’oggi le certificazioni che “vantano” chiavi a valore minore di 2048 bit (1024, 512, ecc.) sono considerate non sicure, quindi è altamente sconsigliato rivolgersi ai siti web che hanno una chiave talmente debole in quanto, nel loro caso, la presenza di un certificato SSL è solo “di facciata”.
E’ auspicabile, infine, che i maggiori browser di navigazione web e i principali produttori di certificazioni SSL si uniscano per innalzare ulteriormente questo valore di sicurezza; alcuni di questi l’hanno già fatto introducendo sul mercato soluzioni a 4096 o più bit, assolutamente perfette e praticamente inespugnabili ad attacchi esterni.
