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Consigli Utili Per Un Mobile Banking Sicuro

E’ in costante aumento il numero di utenti che operano sul proprio conto corrente attraverso le app per i loro smartphones (fonte: “Interactive Advertising Bureau“).

Quasi il 60% di coloro che hanno risposto all’inchiesta hanno affermato di interagire abitualmente con il proprio patrimonio in maniera virtuale e on the move, mentre il 25% è a conoscenza della presenza di una app ma non l’ha ancora scaricata e/o utilizzata. Minore è la percentuale di coloro i quali utilizzano il sito della propria banca in formato mobile, senza sfruttare la app ufficiale.

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Ribadendo l’importanza di interagire con la propria banca attraverso la app ufficiale disponibile sugli stores virtuali, è importante non comunicare a nessuno e/o trascrivere la password di accesso ai propri dati, accertandosi inoltre che la sessione si svolga protetta dalla criptazione SSL (Secure Socket Layer).

Ecco alcuni consigli utili per coloro i quali intendano iniziare o continuare ad operare con la propria banca attraverso queste applicazioni:

  • non connettersi al servizio da hotspots e/o wi-fi pubblici e/o privi di sufficiente sicurezza;
  • diffidare delle comunicazioni che la propria Banca invia attraverso SMS o e-mail. E’ estremamente consigliabile, inoltre, evitare di chiamare i numeri telefonici indicati in questi messaggi;
  • attivare gli alerts relativi ai pagamenti effettuati tramite il proprio bancomat, la propria carta di credito e/o il conto corrente bancario. Il servizio in questione, in passato proposto solo da alcune banche, è ora comune a diversi Istituti e società emittenti carte di pagamento;
  • allontanarsi dal sito della banca e/o interrompere l’uso della app laddove si tema la stessa stia funzionando in maniera equivoca;
  • controllare regolarmente il proprio estratto conto bancario;
  • installare sul proprio dispositivo mobile un software che si prenda cura della sicurezza del dispositivo mobile in questione.

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Sicurezza Mobile, Scegliere Un Buon Antivirus Per Android

Le previsioni degli esperti parlano chiaro: il 2013 sarà l’anno che vedrà i supporti mobile tra quelli preferiti per l’accesso alle risorse web. Le prime settimane di questo nuovo anno hanno preannunciato, allo stesso modo, qualcosa che ha sorpreso molti: Apple starebbe perdendo crescenti quote di mercato per quanto concerne gli smartphones, a discapito del sistema operativo Android.

La probabile maggiore diffusione di dispositivi Android causerà, come insegna l’esperienza sul campo, un aumento delle minacce a danno di apparecchi sui quali è installato il S.O. in questione. Anche in vista dell’imminente uscita del Samsung Galaxy s4, che promette di diventare uno dei best sellers della prossima primavera, l’attenzione degli appassionati e/o dei potenziali clienti è rivolta a capire se anche Android, secondo le accuse che più spesso sono state mosse nei confronti del concorrente Apple, negherà a prescindere il pericolo di infezioni da virus o diversamente sceglierà di tutelare i propri clienti rendendo disponibili più soluzioni per la loro sicurezza.

In Rete è possibile imbattersi in blog e forum che dedicano approfondimenti e suggerimenti, più o meno attendibili, relativi ai software migliori per rendere il proprio smartphone più sicuro. Il team di Sicurezza-Digitale.com desidera condividere con i propri lettori una manciata di soluzioni ritenute, in seguito a test, più affidabili e accessibili.

Ecco alcuni dei migliori antivirus Android sul mercato secondo l’indagine condotta dall’istituto indipendente AVTest:

  1. McAfee Mobile Security: antivirus particolarmente consigliato a chi adopera il proprio cellulare per scaricare applicazioni “non ufficiali” (al di fuori dagli stores approvati dalle case produttrici), acquistare online o semplicemente consultare informazioni su internet, è disponibile in prova gratuita e con licenza annuale a poco meno di 30$ l’anno. Tra le funzioni proposte da McAfee Mobile Security la possibilità di fare un backup di sicurezza dei dati custoditi sullo smartphone, un livello di protezione assolutamente elevato nei confronti dei malware e l’opportunità di localizzare il proprio dispositivo controllandone altresì le app in esso installate.
  2. Dr. Web Anti-Virus Light: il prodotto in questione può essere scaricato gratuitamente dal portale Google Play. Tra le principali particolarità di questo antivirus è importante citare l’algoritmo “Origins Tracing“, che permette di individuare le nuove minacce partendo da quelle già debellate. Da non sottovalutare, inoltre, il limitato consumo della batteria dello smartphone e il consumo ridotto del traffico dati disponibile, necessario per scaricare gli aggiornamenti della libreria contenente le minacce riconosciute.
  3. Norton Mobile Security Lite: applicazione antivirus utile per proteggere dispositivi mobili Android (dalla versione 2.2 in su), iPhone e iPad (dalla 4.3 in poi). Norton Mobile Security Lite permette di effettuare un backup dei dati custoditi nello smartphone, ottenere informazioni relativamente alla sua posizione ed evitare di visitare siti web fraudolenti affetti da phishing, eliminare le minacce che possono venire a materializzarsi tramite chiamate e SMS indesiderati e dare informazioni sullo stato di sicurezza dei supporti mobili (ad esempio le schede SD) inseriti nello smartphone.

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Test Anti-Malware “Non Positivo” Per Android 4.2 Jelly Bean

Xuxian Jiang, ricercatore dell’università statunitense della North Carolina, ha negli ultimi giorni sottoposto l’ultima versione del sistema operativo Android ad una prova di perforabilità anti-malware, attraverso la quale desiderava verificare la capacità dello stesso di individuare e rimuovere con successo i malware.

Il test in questione ha chiamato Android 4.2 Jelly Bean a fronteggiare oltre 1200 malware con l’aiuto di un tablet Nexus 10, sul mercato da fine Ottobre 2012. Solo 193 malware (poco più di 15% del totale) sono stati rilevati correttamente, molto meno di quanto fatto da altri applicativi di sicurezza (offerti da Symantec, Kaspersky, AVG, ecc. e presenti sul Play Store a pagamento o gratis) che hanno pienamente superato il 50% del totale.

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Il risultato della verifica rappresenta più di un semplice campanello d’allarme per il nuovo Android, rilasciato di recente con un aggiornamento per i supporti Nexus.

Le falle relative al sistema di verifica della versione 4.2 della piattaforma, attivata per riconoscere e bloccare le applicazioni in grado di danneggiare il dispositivo informando della cosa l’utente che può scegliere se considerare o ignorare l’avvertimento proseguendo con l’attività già iniziata, sono troppo frequenti per essere considerati come casi isolati.

La recente acquisizione di VirusTotal da parte di Google, avvenuta poco più di 3 mesi fa, sembra avere come fine ultimo quello di risolvere una volta per tutte questo genere di situazioni, cancellando le minacce di vulnerabilità che non paiono voler abbandonare il tanto bistrattato sistema Android.

Il buon senso consiglia, naturalmente, di non avventurarsi in download di applicazioni per Android da siti web “dubbi” in quanto questi ultimi rappresentano il più facile ricettacolo di infezioni per i sistemi informatici, non solo made in Google.

Molto spesso la voglia di “risparmiare” a tutti i costi, o meglio di contravvenire alle regole, porta ad effettuare download “rischiosi” di applicazioni dal costo davvero irrisorio, mettendo in questo modo a rischio un intero sistema informatico.

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Codici Quick Response Veicolano Malware

La diffusione capillare di telefoni di ultima generazione, sempre più simili ai notebook rispetto che ai cellulari di “prima generazione”, ha rivoluzionato anche il meccanismo di trasmissione e ricezione delle informazioni.

Un semplice esempio relativo a questo trend è dato dai QR (Quick Response), moderni codici a barre a 2 dimensioni che una volta scansionati con appositi programmi permettono l’accesso a contenuti specifici (es. video, pagine web con offerte dedicate, buoni sconto, immagini).

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Complice la diffusione di applicazioni gratuitamente scaricabili ed installabili sul proprio dispositivo (una su tutte “Scan”, ritratta nel collage qui sotto) un crescente numero di società e agenzie di comunicazione ha concentrato la propria attività su questo tipo di strumento.

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“Scan” è l’applicazione per smartphone più scaricata e installata, utile per la lettura dei QR codes

Symantec, per voce di alcuni suoi esperti in malware, ha avvertito la Rete in merito al crescente rischio di imbattersi in codici Quick Response contraffatti, che indirizzerebbero ignari utenti verso pagine web ingannevoli o che comporrebbero numeri telefonici ad alto costo.

I QR contraffatti sarebbero proposti su adesivi, applicati per strada (su muri, lampioni, manifesti pubblicitari, ecc.) e su alcuni siti web non raccomandabili, camuffati come pubblicità, ma che di legale non hanno purtroppo nulla.

Il consiglio di Symantec, che sottoscriviamo pienamente, è quello di non inquadrare, e conseguentemente decodificare, alcun codice proposto su supporti mobili come adesivi; nel caso in cui si effettuasse comunque la scansione è bene accertarsi che il sito in questione sia “pulito”.

Una misura cautelativa accessoria prevede l’attivazione, sulla propria applicazione leggi-codici di riferimento, dell’impostazione “Chiedi prima di aprire”, disponibile su “Scan” accedendo alle Impostazioni (si veda l’immagine a seguire per maggiori informazioni).

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Concludendo, la minaccia in questione va sicuramente considerata con estrema attenzione in quanto un attacco di questo tipo metterebbe a repentaglio la sicurezza delle informazioni custodite all’interno dello smartphone; tuttavia i consigli, comunque validi, di Symantec & Co. confermano quanto siamo soliti ripetere ad ogni notizia di questo tipo: la prudenza e l’attenzione sono due atteggiamenti sicuramente in grado di allontanare le minacce informatiche, compresa quella che vede interessati i codici QR.

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QuickSSL Premium Di GeoTrust In Offerta Fino A Fine Mese

In un recente post su Sicurezza Digitale avevamo parlato della sicurezza dei certificati SSL di GeoTrust e della vasta gamma di prodotti per la protezione dei siti web disponibile online.

Nella serata di ieri il rivenditore britannico di certificazioni SSL Trustico Online Limited ha twittato sul proprio profilo aziendale una particolare promozione per l’acquisto di un certificato SSL QuickSSL Premium per un anno a 75,00€ IVA inclusa.

L’offerta è disponibile fino al prossimo 30 Novembre e per i primi 10 acquirenti che si completeranno l’ordine sul sito italiano della società.

Utilizzando il buono d’acquisto offerto da Trustico sarà possibile acquistare il prodotto risparmiando oltre 10€ rispetto al prezzo presente sul sito internet (€86,50).

Ecco le principali caratteristiche del certificato SSL in offerta:

Clicca qui per acquistare il prodotto.

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La Sicurezza Informatica Per Linux

Comparare il livello di sicurezza tra sistemi “a software proprietario” (come MS Windows) e altri “a software libero” (Linux su tutti, lanciato nel 1994) è uno dei passatempo preferiti dagli addetti del settore, che senza soluzione di continuità propongono confronti, più o meno approfonditi, sulla validità delle 2 alternative disponibili sul mercato.

Il confronto relativo al livello di sicurezza informatica dei 2 sistemi è, come prevedibile, in continuo divenire, in balìa del numero di malware che ne minacciano la stabilità. Va da sé che le attenzioni della cyber-criminalità si concentrino in primis sul sistema operativo più diffuso, sul quale un attacco potrebbe causare il più alto livello di danni. Sempre dal punto di vista dei criminali virtuali i sistemi “preferiti” sono quelli più vecchi e “accentrati”, meno abili a contrastare in maniera rapida ed efficace i contagi.

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La rivoluzione portata sul mercato dai sistemi operativi Linux, affidatasi nel corso del tempo, riscuote migliori valutazioni in termini di sicurezza non solo dai portavoce online, ma anche dagli stessi singoli utenti più o meno esperti nel settore. Le soluzioni Linux, in grado di separare gli account degli utenti da quello degli amministratori, risultano quelle meno esposte a questo tipo di pericoli.

Le statistiche disponibili in Rete danno una chiara indicazione di quanto sia minore, per quanto riguarda Linux, il pericolo connesso agli attacchi mediante malware. Se anni fa Linux era una scelta fatta quasi esclusivamente da sviluppatori e utenti particolarmente esperti, oggi questo genere di soluzioni risulta essere particolarmente indicato anche a livello business, grazie alla possibilità di isolare il contagio rimuovendone gli effetti direttamente sul codice sorgente.

Linux, basato sul concetto di stretta collaborazione tra gli sviluppatori, garantisce una più rapida scoperta delle falle e una loro veloce rimozione. Tra le principali proprietà innovative di Linux dal punto di vista della sicurezza è bene citare il comando SUDO (Super User DO), mediante il quale una limitata schiera di utenti, specificati in un file .txt modificabile, potrebbe gestire il sistema in situazioni critiche dovendo confermare i comandi attraverso una password di conferma.

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7 Semplici Regole Di Sicurezza Informatica

  1. Conosci Il Tuo Nemico

    Abituati a cercare informazioni valide ed aggiornate per rimanere al passo con i tempi. Se non conosci il significato di termini quali wormtrojan horsemalwarehoaxbotspyware rivolgiti ad esperti online. Sono svariati i blog che trattano quotidianamente questa tipologia di minacce, e molti di essi permettono di abbonarti ad RSS Feed, consentendoti di leggere le ultime novità del settore via e-mail e/o sul tuo cellulare o smartphone.

  2. Allontana I Virus Dal Tuo PC

    Contrarre un’”infezione virtuale” è molto semplice, data anche la facilità con la quale si scaricano programmi e documenti in Rete. Proteggi il tuo PC con un valido programma antivirus, ricordati di aggiornarne le definizioni ogni giorno (puoi programmare un aggiornamento automatico) e di effettuare scansioni approfondite almeno una volta a settimana. In Rete puoi trovare alleati comodi e, a volte, gratuiti al tuo antivirus, come Microsoft Safety Scanner.

  3. 1 Click (Mancato) Può Salvare Il Tuo Sistema

    Presta attenzione ad ogni singola e-mail ricevuta, in quanto potenzialmente in grado di portare problemi (es. hoax, phishing). Le e-mail fasulle e le “pagine web civetta” (senza HTTPS) sono le principali fonti di crimine informatico in quanto puntano sulla naturalità e automaticità di un gesto, quello di cliccare su una e-mail ricevuta, sull’allegato a questa o sul link che compone il testo. Le truffe informatiche incentrate su lotterie e raccolte fondi sono all’ordine del giorno: stanne lontano!!!

  4. Utilizza Filtri Anti-Spyware

    Il tuo computer potrebbe “impazzire” ed iniziare a compiere azioni indesiderate. Questo può avvenire attraverso la presenza di spywarebot auto-installanti, mediante i quali gli hackers prendono possesso del tuo dispositivo appropriandosi di dati e informazioni personali. Strumenti quali Microsoft Security Essentials evitando che ciò possa accadere, anche se come sempre l’attenzione è il primo ingrediente per navigare tranquilli su internet.

  5. Attenzione A Quello Che Scarichi!

    Scaricare dal web un programma o un file richiede pochissimo tempo, ma un errore compiuto in questi frangenti possono provocare effetti devastanti sul tuo sistema. Scarica ciò che desideri da siti specializzati e conosciuti, e laddove possibile controlla la presenza di un certificato SSL valido.

  6. Licenze E Termini Di Contratto Sono Importanti

    Ricordati i consigli delle nostre mamme, che allertavano dal firmare moduli di adesione in quanto ciò poteva costringerci a rispettare condizioni contrattuali delle quali ignoravamo la presenza, tra le quali l’acquisto di fantomatiche enciclopedie? A distanza di oltre 20 anni, entrati nell’era digitale, possiamo dire che le cose non sono poi così diverse. Può risultare noioso o superfluo, ma leggere attentamente le condizioni di adesione ad un servizio e/o quelle di installazione di un programma rappresenta un’avvertenza tutt’ora estremamente valida.

  7. Scegli Sempre Cosa Installare

    Da piccoli il Natale coincideva, per moltissimi di noi, con l’impazienza nello scartare i regali ricevuti per poterci giocare, senza aspettare di leggere le istruzioni. Così come allora ad ogni installazione di un programma accertati di approvare l’installazione solo di ciò che ti serve davvero, evitando di includere per pigrizia, all’interno del processo, componenti inutili o spesso perfino dannosi per il tuo sistema (toolbars, ecc.). Questi strumenti accessori possono certamente risultare utili o piacevoli, ma quello che ti consigliamo di fare è di valutare preventivamente quanto questi potrebbero servirti prima di installarli.

    Ci sono altri consigli che pensate sia necessario dare?

    consigli-sicurezza-online

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Sophos, Allarme Sicurezza Rientrato

Sophos Italia, societa’ inglese produttrice dell’omonimo antivirus disponibile online, ha visto il proprio prodotto di punta oggetto di chiacchiericcio nel corso degli ultimi giorni quando alcuni files binari sono stati riconosciuti, in diversi dispositivi sul quale l’antivirus era installato, come nocivi.

Sophos Italia e' corsa immediatamente ai ripari con una patch auto-installante

Sophos Italia e’ corsa immediatamente ai ripari con una patch auto-installante

Il caso ha fatto, come ampiamente previsto, il giro del mondo, trovando tuttavia rapida risoluzione grazie alla predisposizione di una patch auto-installante che ha si’ provveduto ad eliminare il problema del presunto malware ”Shh/Updater-B“, ma allo stesso modo pare abbia messo “kappao’” diverse caratteristiche dell’antivirus.

Dal sito della casa produttrice giungono indicazioni che l’utenza puo’ utilizzare per comprendere se il problema in questione affligge ancora, o meno, il proprio dispositivo:

  • presenza di nuovi allarmi relativi al virus Shh/Updater-B;
  • problemi relativi al processo di aggiornamento (l’icona di Sophos non e’ presente nell’area di notifica).

Viceversa la riattivazione del “Sophos Live Protection” e l’opzione “Disinfezione” attiva solo per la voce “Nega Solo L’Accesso” indica come la situazione in questione ha avuto una risoluzione del tutto positiva.

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Microsoft “Risolve” La Falla Nella Sicurezza Di IE

Spaventata dalle considerazioni che il popolo del web aveva espresso nei confronti dell’adozione di Internet Explorer quale browser di navigazione (considerato dai più inaffidabile, quindi nettamente inferiore ai sempre più utilizzati e consigliati Firefox e Chrome), Microsoft ha da poche ore reso disponibile sul proprio sito internet una patch che dovrebbe consentire di porre rimedio al deficit di sicurezza additato.

Internet Explorer resta il browser più diffuso al mondo, ma Firefox e Chrome incalzano

Internet Explorer resta il browser più diffuso al mondo, ma Firefox e Chrome incalzano

Qualche ora fa avevamo raccontato di quanto i terminali di coloro i quali navigano il web utilizzando IE 7, 8 e 9 avrebbero potuto incappare in situazioni spiacevoli, con probabile attacco attraverso malware in grado di auto-installarsi attraverso re-indirizzamento a una pagina costruita ad hoc per sottrarre le credenziali di amministratore.

Il colosso di Redmond consiglia a tutti i propri utenti di scaricare il programma Enhanced Mitigation Experience Toolkit dal proprio sito internet, eseguendolo immediatamente in maniera tale da poter tornare ad usufruire della Rete in maniera più tranquilla ed affidabile. Microsoft, comunque, “mette le mani avanti” affermando che il toolkit sarebbe potenzialmente in grado di rendere il sistema meno stabile.

Semplice iniziativa pubblicitaria, tra l’altro mal riuscita dal punto di vista della comunicazione, o onesto tentativo di porre una pezza adoperando a profusione energie per difendere un browser considerato “vecchio” e poco appetibile da gran parte dei navigatori?

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Certificati SSL SGC, Un’Analisi Critica

SGC è l’acronimo utilizzato in tutto il mondo per Server Gated Cryptography, tecnologia tradizionalmente associata alla crittografia dei dati in entrata ed uscita da un server, meglio conosciuta come SSL (Secure Socket Layer).

Nata sulla scia della legge statunitense sull’esportazione di sistemi di criptazione ad alto valore, attuata negli anni ’90 sulla scia della Guerra Fredda, permette a browser di navigazione più datati di connettersi ad un sito web protetto da un certificato SSL di godere di un valore di crittografia a 128 bit invece di quello a 40 bit.

La Server Gated Cryptography ebbe la luce, dapprincipio, come estensione SSL per istituzioni finanziarie, venendo poi garantita anche a Società di altro tipo. La situazione che portò la creazione della SGC cambia nel 2000, quando la legge USA sulle esportazioni venne cambiata aprendo le frontiere all’esportazione di valori a 128 bit (e oltre).

Nello stesso periodo Microsoft realizzò le versioni 5.5 e 5.0.1 SP1 di Internet Explorer che di fatto, attivando connessioni sicure a 128 bit, resero la tipologia di certificazioni SSL con SGC, a detta di molti, inutili. Sul sito del colosso di Redmond sono ancora adesso presenti le istruzioni necessarie per aggiornare Internet Explorer alla crittografia a 128 bit.

Per molti esperti di sicurezza informatica l’utilizzo di certificati SSL con SGC non è, nel 2012 più giustificabile; elenchiamo le principali obiezioni che si fanno strada sulla Rete:

  • il numero di coloro che ad oggi navigano utilizzando una versione di IE 5.x (o inferiore) è estremamente ridotto (si veda la tabella qui sotto, relativa all’adozione di questa versione del browser nel 2008, ultimo anno che ha permesso di quantificare il numero di soggetti adoperanti questo tipo di sistema);

Dati mondiali di utilizzo Internet Explorer 5.x Al 2008 (Fonte: W3School.com)

Dati mondiali di utilizzo Internet Explorer 5.x Al 2008 (Fonte: W3School.com)

  • acquistare un certificato SSL con SGC potrebbe, paradossalmente, favorire la “pigrizia” (o il disinteresse) di coloro i quali nel corso degli anni hanno sottovalutato l’importanza di aggiornare periodicamente gli strumenti a disposizione sul proprio terminale lavorativo o personale. In definitiva pare che questi browsers non aggiornati potrebbero causare all’intero sistema informatico problemi che vanno ben oltre la semplice criptazione dei dati. Usando uno slogan caro a molti utenti del web “i certificati SSL SGC sponsorizzano un utilizzo irresponsabile della Rete, e per questo il loro acquisto andrebbe evitato da chi ha il potere di cambiare le cose”.

  • il costo delle versioni di certificati SSL con SGC. Nonostante le richieste del mondo virtuale, la scelta di “regalare” questa tecnologia all’interno di un certificato SSL è stata presa solo da poche Autorità di Certificazione. Per quanto riguarda il resto del mercato si tratta di una particolarità che ha ancora un costo, e si tratta di qualcosa di non indifferente.

Attualmente l’Autorità Certificante più importante al mondo che fornisce certificati SSL SGC è Symantec, che sul proprio sito e su quello dei suoi rivenditori e partner permette la scelta di questo tipo di tecnologia per certificati SSL SGC Secure Site, con e senza “barra verde” (Green Bar). Per la cronaca è doveroso sottolineare quanto Symantec non abbia, ad oggi, ancora deciso di donare la Server Gated Cryptography all’emissione di uno qualsiasi dei suoi certificati SSL.

Sicurezza Digitale le posizioni dei critici dei certificati SSL SGC abbastanza condivisibili, anche se crede sia necessario fare un distinguo. I dati sopra riportati, relativi all’uso di browsers di navigazione con capacità di crittazione a 40 bit, sono del tutto chiari ed esaustivi, ma il dubbio è relativo a quanto gli stessi siano riferiti solo a quella parte del mondo, e dell’economia, che defininiamo “sviluppata”, o se prendano in considerazione anche quello che accade in Paesi attualmente sottosviluppati o in piena crescita economica, all’interno dei quali non è ancora sviluppata adeguatamente una cultura della sicurezza digitale.

Visti e considerati i repentini cambiamenti che il versante socio-economico registra giorno dopo giorno c’è da comprendere, usando un eufemismo, da dove verranno i soldi in futuro”, quindi se a fare la “voce grossa” saranno popoli ed imprese dell’attuale parte ricca del nostro Pianeta o se gli sconvolgimenti in atto daranno maggior potere di acquisto a coloro i quali usano ancora versioni di browsers a 40 bit.

Tentare di individuare il trend economico futuro è indubbiamente qualcosa di fondamentale per coloro i quali gestiscono o gestiranno un’attività di commercio elettronico, e per questo motivo la decisione di dotarsi o meno di un certificato SSL con SGC rappresenta qualcosa da non sottovalutare.

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